{"id":114,"date":"2026-04-16T17:27:32","date_gmt":"2026-04-16T15:27:32","guid":{"rendered":"https:\/\/192.168.18.98\/storie\/la-storia-di-daniele\/"},"modified":"2026-04-16T17:27:32","modified_gmt":"2026-04-16T15:27:32","slug":"la-storia-di-daniele","status":"publish","type":"storia","link":"https:\/\/nuovosito.bambiniconlaccam.it\/en\/storie\/la-storia-di-daniele\/","title":{"rendered":"la storia di Daniele"},"content":{"rendered":"<p>24 giugno 2011. Me la ricordo bene quella mattina. Quando la paura sospende ogni desiderio all&#39;infuori di uno, vivi ogni attimo come se fosse l&#39;ultimo. E ti rimane scolpito dentro. Per sempre.<\/p>\n<p>I minuti. Sono. Come. Macigni.<\/p>\n<p>La porta della sala operatoria diviene il confine tra te e le tue paure, tra la ragione del tuo vivere e il resto del mondo. Tra l&#39;amore ed il buio pi&ugrave; nero.<\/p>\n<p>E rimani. Come. Sospesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mio figlio &egrave; nato con una malformazione al polmone sinistro.&nbsp;<strong>Sequestro polmonare<\/strong>. Che alla fine &egrave; molto pi&ugrave; brutto il nome della cosa in s&eacute;.<\/p>\n<p>Ricordo ancora il frastuono che ho sentito dentro quando i medici usarono per la prima volta quella parola: &ldquo;<strong>malformazione<\/strong>&rdquo;. Daniele era ancora dentro di me, piccolo piccolo. Stavamo facendo l&#39;ecografia morfologica. E ci dissero che una parte del suo polmone non si stava sviluppando bene, ed era come&#8230;&nbsp;<em>morta<\/em>. Cosa significava? Avrebbe potuto avere una vita normale? Avrebbe respirato senza problemi? Era in pericolo di vita? Ci risposero con un elenco di &ldquo;forse&rdquo; ma i medici sembravano ottimisti. Si doveva aspettare la nascita per avere una diagnosi pi&ugrave; precisa. E&nbsp;<em>quasi<\/em>sicuramente si sarebbe dovuto operare per evitare complicazioni.<\/p>\n<p>Ovviamente ci aggrappammo al quel &ldquo;quasi&rdquo; con tutte le nostre forze. Speravamo che la cosa potesse regredire, come qualcuno ci aveva detto. Ma non regrediva. Quella specie di &ldquo;macchiolina nera&rdquo; era sempre l&igrave; ed ogni settimana pregavamo per lo meno di non vederla crescere troppo.<\/p>\n<p>Cercammo cos&igrave; di portare a termine la gravidanza come ogni coppia di genitori meriterebbe: serenamente. Con qualche difficolt&agrave; e qualche lacrima ma ci riuscimmo. Con molte ecografie, tante visite ed una risonanza magnetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E cos&igrave; all&#39;et&agrave; di cinque mesi affrontammo l&#39;intervento.<\/strong><\/p>\n<p>Daniele era un bambino sano, tutto sommato. Completamente asintomatico. Ma l&#39;operazione era davvero necessaria, per evitare infezioni e complicazioni future. E poi sarebbe stato finalmente libero e con una vita&nbsp;<em>normale<\/em>. Cercammo di convincercene. Firmammo una serie di carte.<\/p>\n<p>Ma portare tuo figlio in una sala operatoria quando lo vedi stare bene &egrave; davvero contro natura. E la voglia di scappare via dall&#39;ospedale, quella notte, assal&igrave; sia me che mio marito. Ce lo dicemmo l&#39;indomani in quel corridoio durante l&#39;attesa pi&ugrave; lunga della nostra vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Restammo. E Daniele fu pi&ugrave; forte di tutto e tutti.<\/p>\n<p>E&#39; passato un anno e mezzo, ed ancora ci portiamo addosso gli strascichi di quei giorni difficili. Piccoli e grandi traumi che hanno segnato le nostre tre vite ma che col tempo riusciremo a superare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena tornati a casa dall&#39;ospedale scrissi una lettera a mio figlio. L&#39;ho inserita nel suo album fotografico e quando sar&agrave; pi&ugrave; grande gliela leggeremo, affinch&eacute; sappia e non dimentichi che &egrave; stato un bambino coraggioso e fortunato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&ldquo;<em>Ti ho stretto tra le braccia fino all&#39;attimo prima di entrare in sala operatoria, respirando ogni tuo respiro, abbracciandoti come non ti avevo mai abbracciato. Ho pregato, ho pianto, ho atteso, e di nuovo pianto e di nuovo pregato. Sono tornata a respirare quando il chirurgo ci ha guardato negli occhi dicendo &quot;ho finito&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono tornata a sorridere quando, dopo tre giorni, ho rivisto il tuo sorriso. Ti ho visto pallido dormire immerso in un mare di tubi e di fili che ti facevano sembrare ancora pi&ugrave; piccolo. Ti ho visto piangere, assonnato, confuso e affamato&#8230; disperato perch&eacute; allontanato inspiegabilmente dal mio seno. Ho pianto con te. E ho cercato di spiegarti che doveva essere cos&igrave;. Ho stretto la mano di tuo padre, ho cercato la forza nei suoi occhi lucidi&#8230; l&#39;abbiamo trovata entrambi nelle tue manine di nuovo pronte a stringere le nostre dita nonostante tutto. Come glielo spieghi il dolore a un bambino? I bimbi a quest&#39;ora sono al mare&#8230; e invece guarda quanti letti pieni, guarda quanto dolore&#8230; e come glielo spieghi il dolore a un bambino? Come te lo spiego, piccolo mio? La forza ce l&#39;hai data tu, e tutti quei bimbi meno fortunati di te, e i volti stanchi dei loro genitori. E sembri aver gi&agrave; dimenticato. Il tuo sorriso &egrave; tornato pi&ugrave; dolce di prima, le tue manine continuano a darci forza, e i nostri occhi ora luccicano di gioia. Sei stato bravo, bimbo mio. Un giorno ti mostreremo queste foto e ti racconteremo di come sorridevi a medici e infermieri e ti divertivi vedendo la macchinetta della tua flebo! Il mio piccolo eroe! Ti stringo nuovamente al seno e ringrazio Dio per questo dono immenso&#8230; Ma il mio pensiero resta ancora a quei lettini d&#39;ospedale e a quei bambini senza mare. Come glielo spieghi? Come glielo spieghi?&rdquo;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Daniele &egrave; stato operato dal&nbsp;<\/em><em><strong>prof. Lima<\/strong><\/em><em>&nbsp;e dalla sua equipe presso&nbsp;<\/em><em><strong>l&#39;ospedale sant&#39;Orsola di Bologna<\/strong><\/em><em>. La tecnica usata &egrave; la&nbsp;<\/em><em><strong>toracoscopia<\/strong><\/em><em>, una forma di microchirurgia mini-invasiva grazie alla quale il bambino ha avuto una ripresa incredibilmente rapida.<\/em><\/p>\n<p>Oggi Daniele ha 2 anni ed &egrave; un bambino sano e vitale. Una peste, mi dicono dalla regia!<\/p>\n<p>E&#39; passato un&nbsp;anno e mezzo. Ed &egrave; tutto passato.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 giugno 2011. Me la ricordo bene quella mattina. 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