{"id":99,"date":"2026-04-16T17:27:22","date_gmt":"2026-04-16T15:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/192.168.18.98\/storie\/la-storia-di-mattia\/"},"modified":"2026-04-16T17:27:22","modified_gmt":"2026-04-16T15:27:22","slug":"la-storia-di-mattia","status":"publish","type":"storia","link":"https:\/\/nuovosito.bambiniconlaccam.it\/en\/storie\/la-storia-di-mattia\/","title":{"rendered":"La storia di Mattia"},"content":{"rendered":"<p>Intorno alla 20esima settimana di gravidanza, siamo andati nel consultorio dove eravamo seguiti per fare l&#39;ecografia morfologica. Eravamo felici e molto emozionati all&rsquo;idea di sapere se era un maschietto o una femminuccia. Avevo preso un giorno di permesso al lavoro per accompagnare mia moglie alla visita. Dopo qualche minuto, la dottoressa ci disse: &egrave; un bel maschietto. I nostri sguardi si incrociarono e luccicavano dalla gioia! Passa qualche minuto e subito capimmo che c&#39;era qualcosa che non andava&hellip;, la dottoressa si fermava troppo a guardare un punto specifico con l&rsquo;ecografo. Ci disse che vedeva qualcosa di anomalo e che in passato aveva gi&agrave; diagnosticato questa problematica, con molta probabilit&agrave; poteva trattarsi di una Cpam. Ci indirizz&ograve; dunque, all&#39;ospedale per fare un&#39;ecografia di secondo livello. La diagnosi fu confermata dalla dottoressa dell&#39;ospedale che ci prese un appuntamento dopo una settimana, coi colleghi chirurghi. Era un tempo infinito, tornammo a casa con una grande ansia e disperazione, piangevamo e non dormivamo di notte. Avevamo bisogno di capire, di avere delle risposte alle mille domande che notte dopo notte appuntavamo angosciati su un foglio. Ci sentivamo soli e lasciati completamente al buio.Provai a richiamare la ginecologa raccontandole come stavamo, pregandola di anticipare l&#39;appuntamento con i chirurghi per poter approfondire la problematica e le possibili soluzioni. Lei ci rispose che non era possibile anticipare il coloquio. Ci sentivamo disperati e persi senza speranze. Mia moglie ripensava continuamente a quelle immagini di bambini problematici che aveva incontrato durante il suo lavoro in hotel, rivedeva le loro difficolt&agrave; e la sofferenza dei genitori, e pensando che il nostro bambino potesse essere cos&igrave;, piangeva preoccupata. Arrivarono i pensieri pi&ugrave; brutti, ci chiedemmo se aveva senso proseguire la gravidanza. Provammo a fare ricerche su internet, c&#39;erano mille informazioni e non fu facile trovare quelle che potevano servirci. Trovai il contatto dell&#39;associazione Bambini con la ccam e provai a chiamare. La presidentessa Maril&ugrave; fu molto umana e accogliente. Parl&ograve; a lungo con noi e ci aiut&ograve; a ritrovare la speranza per il nostro bambino, parlandoci della storia di suo figlio. Nelle ricerche trovammo anche il nome di un centro e ci rivolgemmo a loro. Mandai una mail e fui ricontattato subito al telefono. Mi fissarono un appuntamento nel giro di pochissimo. Intanto era arrivato il giorno del colloquio nel nostro ospedale. C&#39;era tutto il team: la ginecologa col chirurgo ci parlarono della patologia e dell&#39;intervento. Noi avevamo tante domande, non &egrave; facile capire quale strada prendere per un genitore e ci sentivamo di avere una grande responsabilit&agrave;. Loro cercarono di concludere in fretta il colloquio. Noi chiedevamo maggiori approfondimenti e dettagli, e ad un certo punto la dottoressa ci disse&hellip; &quot;Ma a lei cosa interessa sapere tutti questi dettagli? Il chirurgo le ha detto che operer&agrave; suo figlio.&quot; Mi sentii molto frustrato e arrabbiato e risposi alla dottoressa che era nostro figlio e che avevamo tutto il diritto di avere risposte. Avevamo la responsabilit&agrave; di scegliere per lui e volevamo avere tutte le informazioni necessarie. Siamo usciti dal colloquio delusi e con informazioni incomplete. Dopo due giorni partimmo per Varese e all&rsquo;arrivo trovammo un&rsquo;equipe pronta ad accoglierci. C&#39;era la ginecologa che ci fece un&#39;ecografia approfondita, il chirurgo e la psicologa. Il dottore fu molto disponibile e ci dedic&ograve; tutto il tempo di cui avevamo bisogno. Ci parl&ograve; in maniera molto precisa e chiara di tutti quelli che sarebbero stati gli step e di quelle che potevano essere le conseguenze. Accolse e rispose a tutte le nostre domande. Nonostante tutti i rischi che ci stava prospettando riusc&igrave; a darci molta serenit&agrave;. Ci sentimmo accolti come in una famiglia, parte di una squadra che lavorava e lottava insieme a noi per il bene di Mattia. Ci sentimmo accompagnati lungo tutto il percorso con colloqui e incontri fino all&rsquo;intervento.<\/p>\n<p>Non ci siamo mai sentiti soli e questo per noi &egrave; stato molto importante, perch&eacute; ci ha permesso di affrontare al meglio sia la gravidanza che il post partum. Siamo riusciti a goderci tanti bei mesi fino al giorno dell&#39;intervento. Il giorno dell&rsquo;operazione &egrave; stato duro, tuttavia &egrave; stato importante avere sostegno e continue informazioni su come stava procedendo l&rsquo;intervento per reggere il tempo dell&#39;attesa. La parte pi&ugrave; difficile &egrave; stato il passaggio in terapia intensiva, non &egrave; stato assolutamente facile stare accanto al nostro piccolo senza poterlo prendere in braccio. Il ricovero &egrave; stato per&ograve; veloce, e sembra incredibile&hellip;, che tutto si &egrave; concluso nel miglior modo possibile! Ora lo vediamo sorridere e ci sembra sia stato un miracolo. La nostra storia poteva andare molto diversamente se non avessimo incontrato le giuste persone, e penso che sia fondamentale che i medici sappiano comunicare al meglio con i genitori, perch&eacute; in base alle loro parole dipenderanno le decisioni che prenderanno. Sono passate tre settimane dall&#39;intervento di Mattia, lui sta bene, &egrave; un bambino forte, solare e pieno di energie. Io e mia moglie, finalmente dopo tanti mesi di preoccupazione, iniziamo a respirare. Non dimenticheremo mai, tutti quelli ci hanno aiutato, sostenuti e confortati, sono persone che faranno sempre parte della nostra vita e che non smetteremo mai di ringraziare&hellip; e che sicuramente Mattia, quando sar&agrave; in grado di capire, andr&agrave; a ringraziare personalmente. Maril&ugrave; Nassano, il Dott. Gentilino, la Dott.ssa Bolis, Il Dott. Farris, la Dott.ssa Bertelli, la Dott.ssa Sgobbi, il Dott. Ambrosoli e tutta l&#39;equipe dell&#39;Ospedale Pediatrico Filippo del Ponte di Varese. Grazie a loro la nostra famiglia &egrave; ritornata a vivere in serenit&agrave;. GRAZIE DI CUORE!!!<\/p>\n<p>Aprile 2023, Antonio, Angela e il piccolo Mattia<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno alla 20esima settimana di gravidanza, siamo andati nel consultorio dove eravamo seguiti per fare l&#39;ecografia morfologica. 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